Google Pagerank: Lista 2020 dei 200 fattori

da | 4 Feb 2020 | SEO

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Il Google Pagerank è un algoritmo interno di Google che permette di dare un valore alla pagina di un sito web e di conseguenza di classificarla nelle SERP del motore di ricerca.

Anche se questo punteggio non è più noto per volere di Google, è comunque possibile calcolarlo grazie a diversi programmi come il programma italiano Seozoom.

In questo articolo vediamo una checklist dei principali fattori di Google Pagerank che permettono ad una pagina web di posizionarsi tra i primi risultati sui motori di ricerca.

Innanzitutto che cos’è un fattore di pagerank?

Un fattore Seo di pagerank è un elemento o meglio un’area da curare riguardo all’ottimizzazione SEO del tuo sito web. Come avrai intuito i fattori sono tantissimi, ma ne esistono alcuni più rilevanti di altri e anche alcuni dimostrati e altri meno quindi bisogna prendere questa lista come “un vademecum” da cui attingere e non come una bibbia assoluta da rispettare.

Google Pagerank: fattori Seo

I fattori di ranking si possono dividere principalmente in 5 tipi:

  1. Fattori Seo di Dominio
  2. Fattori Seo legati alle pagine (SEO On page)
  3. Fattori Seo legati alle prestazioni del sito web e al web design (SEO On site)
  4. Fattori Seo di link building (SEO Off Site)
  5. Comportamenti degli utenti sulle pagine (vedi permanenza)

Altri:

ci sono poi fattori che dipendono dalle regole dei singoli motori di ricerca, in questo caso da Google e dall’introduzione di nuovi algoritmi, come l’ultimo arrivato a gennaio Google Bert.

Fattori Seo di dominio

  • Età del dominio: qualcuno è d’accordo altri meno, ma in ogni caso si è riscontrato che i domini che hanno più di un anno hanno maggiore autorevolezza.
  • Parola chiave nel dominio (come prima parola): dovresti quindi fare una ricerca parole chiave e valutare eventualmente se ha senso inserire una parola all’interno del dominio.
  • Parola chiave nel dominio (nelle altre parole successive alla prima).
  • Storia del dominio.
  • Dominio con corrispondenza esatta: ha ancora una certa rilevanza, ma dal punto di vista del brand non lo consiglio.
  • Estensione per Paese: in ottica Seo meglio avere una sola estensione e creare più siti differenti per il pubblico di riferimento.

Fattori Seo sulla pagina (Seo On page)

  • Parola chiave nel tag del titolo.
  • Parola chiave nel tag H1.
  • Frequenza della parola chiave (analisi tecnica): per far comprendere a Google di cosa stai parlando.
  • Lunghezza del contenuto: si è riscontrato che i contenuti più lunghi siano privilegiati, anche se con l’ultimo aggiornamento non ci scommetterei.
  • Densità della parola chiave: da utilizzare con parsimonia per evitare penalizzazioni.
  • Approfondimento dell’argomento della pagina.
  • Velocità di caricamento della pagina HTML, puoi fare un chek Google della velocità su Google Page Speed Insight.
  • Velocità di caricamento della pagina tramite Chrome.
  • Uso di AMP: non proprio un fattore di Google pagerank ma utile per apparire in Google News quindi per aumentare la visibilità.
  • Entità di ricerca: fare centro su quello che è l’intento di ricerca dell’utente.
  • Google Hummingbird: aggiornamento di Google che lo aiuta a comprendere meglio l’argomento di una pagina.
  • Contenuto duplicato: penalizzante per il sito web, da scovare ed eliminare.
  • Rel Canonical: un tag utile per aiutare Google a comprendere che i contenuti non sono duplicati.
  • Ottimizzazione delle immagini: per dimensioni, per peso e per descrizione.
  • Contenuti recenti: Google predilige contenuti freschi e sempre aggiornati.
  • Aggiornamenti dei contenuti.
  • Parola chiave nel primo paragrafo (se utilizzi WordPress questo è un suggerimento dato anche dal plugin WordPress Yoast Seo).
  • Parola chiave negli altri headings
  • Qualità dei link in uscita.
  • Link in uscita pertinenti: se in un articolo di SEO linko un sito di ricette di lasagne Google potrebbero valutare che il mio articolo riguardi la cucina piuttosto che la SEO.
  • Corretta ortografia: gli esperti Seo non sono tutti d’accordo su questo fattore, ma difatti un contenuto poco curato sicuramente fa percepire all’utente una scarsa attenzione, quindi è negativo.
  • Contenuto preso da altri: Google penalizza il copia e incolla, quindi scrivi contenuti che siano originali.
  • Ottimizzazioni per mobile: inutile dirti l’importanza del mobile, Google presta molta attenzione a questo fattore.
  • Contenuti nascosti sul mobile: fattore di penalizzazione.
  • Ulteriori contenuti che aiutano l’utente (calcolatori etc.)
  • Contenuti nascosti nelle schede pagina: tutto ciò che è nascosto può essere fattore di penalizzazione.
  • Numero eccessivo di collegamenti in uscita: non linkare tutto il mondo e scegli i tuoi link con cura.
  • Media come immagini e video di qualità che diano valore all’utente.
  • Collegamenti interni.
  • Qualità dei collegamenti interni.
  • Collegamenti interrotti: vanno trovati e risolti, i famosi errori.
  • Livello di lettura: quanto tempo le persone leggono i tuoi contenuti.
  • Link di affiliazione: meglio non esagerare.
  • Errori nel codice Html.
  • Autorevolezza del dominio: chiamata da MOZ la Domain Authority (DA)
  • Pagerank della pagina (voto complessivo della pagina acquisito nel tempo).
  • Lunghezza dell’Url: non eccedere nella lunghezza.
  • Categoria Pagina.
  • Tag WordPress: per mettere in relazione più post dello stesso argomento.
  • Stringa Url.
  • Fonti: inserire riferimenti autorevoli può essere utile.
  • Elenchi puntati e numerati: danno il segnale di un contenuto ben leggibile e ordinato.
  • Priorità della pagina nella sitemap.
  • Troppi link in uscita.
  • Posizionarsi per più parole chiave: ottimo per Google e sicuramente rappresenta un modo per valutare in modo positivo quella pagina.
  • Età della pagina.
  • Layout in ordine.
  • Domini parcheggiati: domini che non vengono più utilizzati per un periodo, Google di solito ne riduce la visibilità.
  • Contenuti utili: scrivere e avere nel sito contenuti utili per gli utenti.

Fattori Seo sul sito (Seo On site)

  • Contenuti preziosi e unici nel loro genere.
  • Pagina di contatto: presente nel sito e con tutti i riferimenti del responsabile.
  • Fiducia nei confronti del dominio (Trust rank: dettato da fattori legati soprattutto alla sicurezza dell’utente).
  • Architettura del sito.
  • Aggiornamenti del sito.
  • Presenza della Sitemap: è importante da avere e Google valuta in modo positivo i siti che ce l’hanno.
  • Uptime del sito: un sito che va spesso in down non è un buon segnale.
  • Posizione del Server e prestazioni: motivo per cui fondamentale è la scelta di un buon hosting
  • Certificato SSL: non ho mai avuto prova certa di ciò (ma se lo dice Google!).
  • Termini di servizio e pagine sulla privacy.
  • Informazioni duplicate.
  • Navigazione con breadcrumb.
  • Ottimizzazioni per gli utenti mobile (specifiche).
  • Youtube: qualcuno dice che può aiutare anche se non è considerato un vero e proprio fattore.
  • Usabilità del sito.
  • Utilizzo di Google Analytics e Google Search Console.
  • Recensioni degli utenti sul sito.
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  • Link naturali da fonti molto autorevoli e siti di settore.
  • Collegamenti da domini .edu o .gov con elevata autorevolezza.
  • Autorità della pagina di collegamento.
  • Autorità del dominio di collegamento.
  • Collegamenti da concorrenti.
  • Collegamenti da siti Web di settore: utili per la crescita del tuo sito web e che Google in qualche modo si aspetta.
  • Collegamenti da pessimi siti: possono danneggiare il tuo.
  • Messaggi degli ospiti con link (vedi blog con multi autori non troppi).
  • Collegamenti dagli annunci.
  • Autorità della home page.
  • Nofollow Links: è dubbio se sia un aspetto positivo o negativo, nell’incertezza se non sei sicuro di un sito web che link metti il tag no follow.
  • Diversità dei tipi di link: meglio avere link proveniente da domini diversi (stesso settore, ma diversi siti).
  • Tag “sponsorizzati.
  • Collegamenti contestuali.
  • Reindirizzamenti: sono un fattore di negative seo.
  • Testo di ancoraggio del collegamento interno.
  • Attribuzione del titolo del collegamento.
  • TLD Paese del dominio di riferimento: meglio ottenere link da domini che abbiano la tua stessa estensione del dominio del tuo Paese.
  • Posizione dei collegamenti nei contenuti: i collegamenti all’inizio di un contenuto possono avere un peso leggermente maggiore.
  • Posizione collegamento su pagina: è importante dove appare un collegamento su una pagina. Di solito, un collegamento nel contenuto di una pagina è più potente di un collegamento nell’area a piè di pagina o nella barra laterale.
  • Collegamento della pertinenza del dominio: un collegamento da un sito in una nicchia simile è significativamente più potente di un collegamento da un sito completamente non correlato.
  • Rilevanza a livello di pagina: se parla dello stesso argomento passa più valore.
  • Parola chiave nel titolo.
  • Velocità di collegamento positiva.
  • Velocità di collegamento negativa.
  • Età del backlink.
  • Collegamenti da siti reali contro blog falsi.
  • Profilo di collegamento naturale.
  • Collegamenti reciproci: non è positivo se ripetuto con diversi siti.
  • Link ai contenuti generati dall’utente (dominio di proprietà).
  • Collegamenti da: possono far perdere della link juice.
  • Utilizzo dei dati strutturati.
  • Affidabilità del sito di collegamento.
  • Numero di collegamenti in uscita nella pagina.
  • Collegamenti ai forum: può essere visto come spam, quindi attenzione.
  • Conteggio parole del collegamento dei contenuti.
  • Qualità del collegamento dei contenuti: i collegamenti da contenuti scritti in modo errato o non elaborati non hanno lo stesso valore dei collegamenti da contenuti ben scritti.
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Comportamento dell’utente

  • RankBrain: è l’algoritmo AI di Google che comprende come gli utenti interagiscono con i risultati della ricerca.
  • Percentuale di clic organici per una parola chiave.
  • CTR organico per tutte le parole chiave.
  • Frequenza di rimbalzo.
  • Traffico diretto: cioè quelli che cerchi direttamente digitandone il nome.
  • Visitatori abituali: un indice positivo per il motore di ricerca, significa che gli utenti hanno trovato contenuti interessanti.
  • Rimbalzo da un contenuto all’altro.
  • Siti bloccati.
  • Segnalibri di Chrome.
  • Numero di commenti: le pagine con molti commenti possono essere un segnale di interazione e qualità da parte dell’utente.
  • Tempo di permanenza degli utenti sul tuo sito web.

Aggiornamenti, regole di Google, brand

  • Query = freschezza.
  • Query = diversità: evita i contenuti tutti uguali e stupisci con qualcosa di particolare.
  • Più volte ti visitano e meglio è.
  • Cronologia ricerche utente: che influenza le ricerche successive.
  • Snippet in primo piano.
  • Targeting geografico.
  • Ricerca sicura: evita un linguaggio offensivo o con parolacce
  • Ricerche transazionali.
  • Ricerche locali (valuta Google my Business per la local Seo).
  • Preferenza per i grandi marchi: in uno dei suoi ultimi aggiornamenti Google ha iniziato a dare una spinta ai grandi marchi per determinate parole chiave.
  • Risultati acquisti: Google a volte visualizza i risultati di Google Shopping in SERP organiche.
  • Risultati delle immagini: le immagini di Google a volte compaiono nei normali risultati di ricerca organici.
  • Risultati Easter Eggs: da valutare se realmente così, si tratta di giochi divertenti che si aprono digitando una parola all’interno di un campo di ricerca.
  • Risultati di siti singoli per marchi.
  • Testo di ancoraggio di marca: il testo di ancoraggio di marca è un segnale di marca semplice ma forte.
  • Ricerche di marca.
  • Brand + Ricerche per parole chiave.
  • Il sito ha una pagina Facebook e Mi piace: i marchi tendono ad avere pagine Facebook con molti Mi piace.
  • Il sito ha un profilo Twitter con follower.
  • Pagina ufficiale della società Linkedin.
  • Profili verificati sui social.
  • Legittimità degli account sui social media.
  • Menzioni del marchio sulle migliori storie.
  • Menzioni non collegate al marchio.
  • Indirizzi delle aziende.
  • Contenuti di bassa qualità.
  • Collegamenti a siti spam.
  • Reindirizzamenti a siti negativi.
  • Popup o “annunci di distrazione”: da utilizzare con parsimonia.
  • Ottimizzazione eccessiva del sito: Sì, Google penalizza le persone per l’ottimizzazione eccessiva del sito. Ciò include: riempimento di parole chiave e tag.
  • Pagine Doorway: Google vuole che la pagina che mostri a Google sia la pagina che l’utente alla fine vede.
  • Troppi annunci e poco contenuto.
  • Nascondere i collegamenti di affiliazione.
  • Fred: aggiornamento di Google che penalizza chi crea contenuti di bassa qualità.
  • Siti affiliati: Google non è un fan degli affiliati e siti che ne fanno parte ricevono più controlli.
  • Contenuti generati in automatico: Google li odia.
  • Indirizzo IP contrassegnato come spam.
  • Spamming dei meta tag.
  • Sito compromesso: se il tuo sito viene violato, può essere eliminato dai risultati della ricerca.
  • Afflusso innaturale di collegamenti: per esempio introdotti tutti d’un colpo.
  • Profilo di collegamento con alta percentuale di collegamenti di bassa qualità.
  • Collegamenti da siti Web non correlati
  • Link non naturali (a rischio di penalizzazioni).
  • Collegamenti a directory di bassa qualità.
  • Collegamenti widget.
  • Link di vendita: essere scoperti a vendere link può danneggiare la visibilità della tua ricerca.
  • Google Sandbox: nuovi siti che ottengono un afflusso improvviso di collegamenti vengono talvolta inseriti in Google Sandbox, il che limita temporaneamente la visibilità della ricerca.
  • Google Dance: Google Dance può scuotere temporaneamente le classifiche. Secondo un brevetto di Google, questo potrebbe essere un modo per determinare se un sito sta tentando o meno di giocare all’algoritmo.
  • Google Panda Penalty: i siti con contenuti di bassa qualità sono meno visibili nella ricerca dopo essere stati colpiti da una penalità dell’aggiornamento Panda.
  • SPAM: bisogna prestare attenzione a tutto ciò che è legato al mondo dei soldi e del guadagnare online utilizzando parole che Google non gradisce.
  • Attributi dei link: scegli bene il tipo di tag da inserire nel link (do follow, no follow)

Conclusione

Fidati se ti dico che questa pagina può essere per te manna dal cielo, perchè i fattori Seo di Google pagerank sono il cuore delle strategie di posizionamento e quindi è vitale conoscerli se vuoi ottimizzare al massimo il tuo sito web, ovviamente alcuni hanno più rilevanza di altri e mi sento di consigliarti di focalizzarti soprattutto su due macroaree:

  • Seo on page: qualità dei contenuti, titoli, descrizioni, ricerca parole chiave, struttura interna di link interni ed esterni
  • Performance del sito, soprattutto per quanto riguarda la velocità

E tu su quali aspetti ti concentri di più per ottimizzare il tuo sito web?

Scrivilo nei commenti.

Nadia

Le fonti che ho utilizzato per creare questa lista:

Scritto da Nadia Kasa
Ciao! Mi chiamo Nadia Kasa e da settembre 2019 ho creato questo Blog per dare consigli sulla Creazione di progetti online efficaci, grazie al Blogging e all’Ottimizzazione SEO. Contattami per la Realizzazione di siti web in WordPress e per Consulenze SEO.

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