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Permalink: Guida ai collegamenti permanenti di un sito web

Il link è l’elemento su cui si basa l’intero World Wide Web, tu sei arrivato su questa pagina perché hai cliccato su un link che hai trovato durante una ricerca su Google oppure in un altro articolo in cui era presente questo collegamento.

Il permalink è un tipo di URL che fa riferimento ad un contenuto specifico, questo può essere un contenuto testuale, un media o un file.

Utilizzare in modo corretto i collegamenti permanenti ti permette di creare un’architettura informativa del tuo sito web stabile e chiara sia per il motore di ricerca che per l’utente.

In dettaglio vedremo che cos’è e qual è l’utilità di questo particolare link e come ottimizzarlo all’interno di un Content management system (CMS) come WordPress.

permalink esempio

Il permalink è l’URL che vedi in alto all’interno della barra di ricerca e lo utilizzi ogni giorno per accedere alla visualizzazione di tutti i contenuti che si trovano sul web.si tratta di un collegamento permanente, ecco perché si chiama così.

Su WordPress, in particolare utilizzando il plugin Yoast SEO potresti trovare il riferimento a “slug” che è un’altra parola per identificare invece la parte finale del permalink.

Ecco subito un esempio di permalink:

www.kasadellacomunicazione/creare-un-sito-web/ 

La parte finale dopo il dominio invece è lo slug:

/creare un-sito-web/

In questa sede faremo riferimento allo slug come “estensione del permalink”, così da non confonderti le idee.

Tipologie di permalink

Sul web esistono varie tipologie di permalink, alcune più frequenti ed altre meno, ti dico questo perché la composizione di questo elemento è uno dei fattori più importanti per l’ottimizzazione sui motori di ricerca.

Prendendo in considerazione il modo in cui WordPress gestisce permalink, anche se questo vale per tutti i siti web, troviamo varie tipologie:

  • Semplice: costituito dal nome del dominio e il numero della pagina

 

permalink semplice
  • Data e nome: nome del dominio, data e nome dell’articolo o della pagina
permalink data e nome
  • Mese e nome: il mese quindi per esempio 2012/04 e il nome dell’articolo
permalink mese e nome
  • Numerico: il nome dell’archivio in cui viene collocato il contenuto e il numero
permalink numerico
  • Nome dell’articolo: il titolo che dai all’articolo, che in WordPress di solito equivale all’h1
permalink nome articolo

Struttura personalizzata: in questa struttura può inserire vari tag disponibili che fanno riferimento agli elementi citati sopra come l’anno, il mese, il giorno, l’orario, i minuti, i secondi, gli ID (codice attribuito ad un contenuto), il nome del post, la categoria e l’autore.

 

  • %year%
  • %monthnum%
  • %day%
  • %hour%
  • %minute%
  • %second%
  • %post_id%
  • %postname%
  • %category%
  • %author%
permalink struttura personalizzata

Perché i permalink sono importanti?

Ora ti starai chiedendo perché dare così tanta importanza ad un elemento che sembra superficiale, la verità è che come ti dicevo all’inizio siccome tutto ruota attorno al link.

Il permalink ha il ruolo fondamentale di far comprendere sia il motore di ricerca che all’utente dove si trova.

Oltre a questo, c’è anche un aspetto semantico da considerare, infatti grazie all’estensione che inserisci subito dopo il nome del dominio a colpo d’occhio l’utente può capire l’argomento dell’articolo o della pagina su cui si trova.

Come avviene spesso per il web, più il progetto è grande e più questi elementi rivestono un ruolo essenziale per la crescita di un sito web.

Come ottimizzare i permalink

Nel mondo degli esperti SEO c’è il mito che per creare un link funzionale sia fondamentale inserire il nome dell’articolo, questa affermazione è vera, ma da sola non rappresenta una regola in tutti i casi.

Ti faccio subito un esempio.

Il mio blog ha un centinaio di articoli e probabilmente negli anni arriverà ad averne qualche migliaio, in questo caso visto che non si tratta di un progetto di dimensioni enormi come può essere un e-commerce oppure un quotidiano online assenso scegliere per un permalink con una struttura:

nome del dominio + titolo dell’articolo

Se invece prendi in considerazione il sito del Corriere della Sera che ha al suo interno centinaia di migliaia di pagine, questa struttura non è possibile perché in breve tempo i possibili nomi da dare agli articoli esaurirebbero o ancora si scontrerebbero con altri già scritti.

Quindi in questo caso ha senso optare per una struttura molto più complessa del permalink:

nome del dominio + data per intero + nome dell’articolo

Dopo aver scritto questa frase sono andata a controllare in effetti la struttura che hanno scelto è ancora più complessa vista l’enorme mole di contenuti pubblicati ogni singolo giorno:

nome del dominio + categoria + data per intero + nome dell’articolo

Come scegliere il permalink

Il team di Google ha più volte dichiarato sia all’interno delle guide ufficiali che nei video su YouTube l’importanza di avere dei permalink che siano chiari e che aiutino l’utente nella navigazione.

best practies google nome url
best practies google url risultati di ricerca

Questo particolare elemento è visibile fin dalla ricerca su Google, infatti se provi a fare una ricerca ti accorgerai che il permalink è presente all’interno del risultato proprio per indicare all’utente dove si trova quel contenuto.

Negli ultimi due anni ho selezionato le regole generali per creare un buon link di navigazione per gli utenti e in ottica SEO:

  • Non superare le cinque parole, infatti i motori di ricerca preferiscono gli URL corti
  • Inserisci delle parole che facciano comprendere l’argomento e che siano pertinenti con il contenuto
  • Cerca nel modo più naturale possibile di inserire la parola chiave all’interno dell’URL
  • Prima di scrivere il contenuto e di inserire il permalink assicurati di fare una buona ricerca delle parole chiave per individuare quella giusta, per questo puoi utilizzare Semrush

P.S.: se ti interessa invece di pagare 100$, da qui puoi accedere ad una prova gratuita di Semrush per ben 30 giorni

Come ottimizzare i permalink con Yoast SEO

Diciamoci la verità, se utilizzi WordPress la gestione della maggior parte degli elementi che riguardano l’ottimizzazione per motori di ricerca è semplificata e posso dirlo anche in questo caso.

Yoast SEO è il plugin più utilizzato al mondo per ottimizzare i contenuti sui motori di ricerca, non fa miracoli come molti neofiti credono, perché ovviamente non è il tool o i plugin a fare la differenza all’interno di una strategia SEO, ma può aiutare molto per gestire alcune funzionalità.

Per installare Yoast SEO vai su: WordPress – Plugin – Aggiungi Plugin

Digita nella barra di ricerca Yoast SEO, clicca su Installa e poi su Attiva

Una volta che l’hai attivato ogni volta che scriverai un nuovo contenuto ti apparirà una barra in fondo alla pagina o all’articolo, all’interno potrai inserire quello che viene definito snippet, cioè il pacchetto di informazioni che gli utenti possono vedere dalla ricerca Google:

  • Tag title o chiamato anche titolo SEO;
  • Slug che è la appunto quello di cui parliamo in questa Guida, cioè la parte finale dell’URL;
  • Meta description è la descrizione del contenuto.

Di solito lo slug prende di default il nome dell’articolo, vai a modificarlo come meglio credi, quindi nel caso di questo articolo io per esempio ho inserito l’argomento principale di questo post: permalink.

Come modificare un permalink e abilitare un redirect

Quando lavori ad un progetto web ti capiterà di voler modificare il permalink di alcuni contenuti, oppure ancora di eliminarli perché le tue strategie nel tempo si modificano.

Nel momento in cui elimini un contenuto o modifichi il collegamento che aveva in precedenza il sistema ti crea in automatico un errore 404, vale a dire una pagina non trovata.

Questo è qualcosa che vogliamo assolutamente evitare, perché anche se è vero che all’interno di un grande sito un errore 404 non va ad impattare più di tanto, se nel tempo dovessero aumentare potrebbero avere un’influenza negativa sul tuo posizionamento.

Intanto la prima cosa da fare è definire in anticipo la struttura informativa del sito, così da limitare il più possibile questi errori. Nel caso in cui comunque si dovessero presentare puoi creare un redirect, cioè un reindirizzamento.

Quando l’utente visiterà il vecchio contenuto verrà indirizzato in automatico dal sistema su quello nuovo che lo ha sostituito.

Fare questo su WordPress è molto semplice, infatti ti basta installare il plugin Redirection e nella sezione Aggiungi Nuovo potrai inserire l’URL di partenza e l’URL di arrivo e il gioco è fatto.

creare un redirect con redirection plugin wordpress

Conclusione

In questa guida hai finalmente scoperto come ottimizzare gli URL del tuo sito web per creare una struttura della navigazione SEO friendly. Ti posso assicurare che questo può fare una grande differenza e i tuoi utenti apprezzeranno l’organizzazione delle tue pagine web.

E tu alla fine che tipo di struttura hai scelto?

Condividi le tue impressioni e le scelte che hai fatto per il tuo progetto nei commenti, come sempre mi fa piacere avere uno scambio.

 

Un saluto

Nadia

Domande degli utenti

Cos’è un esempio di permalink?

Un esempio di permalink è:

SEO: Guida all’Ottimizzazione per motori di ricerca [da zero]

Come creo un permalink?

Per creare un permalink ti basta creare un nuovo contenuto sul tuo sito web e in automatico il sistema genererà un URL permanente.

Qual è un altro nome per Permalink?

Un altro nome per identificare questo elemento è collegamento permanente, infatti esistono vari tipi di URL.

Come trovi un Permalink?

Lo trovi tutte le volte che navighi una pagina web in alto nella casella di ricerca dove è presente il nome del sito.

 

Fonti e approfondimenti:

Guida alla struttura degli URL, Search Engine Journal

Nadia Kasa

Nadia Kasa

Blogger & SEO Specialist

Ti do il benvenuto nel mio blog dove troverai Consigli e Guide pratiche su come creare un sito che si posizioni ai primi posti su Google per le tue parole chiave di riferimento.

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